Dopo il ritrovamento delle tracce perdute a ridosso del carnevale passato, Redfishblues è riuscito a finire la realizzazione del disco della Banda da rio, promuovere un paio di artisti in collaborazione con RastaSnob e i pantoni di Jacopo Campi, per arrivare un anno dopo, giusto in tempo per il carnevale 2024 con il paginone centrale della rivista che da più di 30 anni si dedica alla cultura rasta in Italia, e che ha deciso di aprirci le porte.
Bellissima la doppia copertina della rivista, con due donne che stanno facendo grandi cose nell’ambito della scena reggae italiana e internazionale: Mad Elaine e Dj Nina Kipiani.
Il paginone centrale
Come al solito Jacopo Campi ha dato il meglio di sé ed ha firmato il fumetto che accompagna il nostro articolo, con i due protagonisti, Pistacchio e Gedeone, che assistono increduli al passaggio della Bandada rio per le calli di Venezia, cosa che puntualmente è accaduta l’ultima domenica di carnevale, con una sfilata organizzata con amici, con il solo scopo di portare un po’ di allegria e dimostrare che il carnevale può essere fatto ed organizzato dalla gente comune, e non solo dalle istituzioni o da chi ha tanti soldi in mano da gestire.
Mi auguro che piano piano si riesca ad invertire questa tendenza, e che sempre più persone capiscano che, come nella vita, bisogna essere protagonisti e non semplici spettatori, e il carnevale insegna proprio questo.
Il 2023 è un anno carico di sorprese, e RedFishBlues ha l’onore di distribuire digitalmente su Bandcamp e su YouTube la discografia dei Rimorchiatori, due dischi di brani originali ed uno dal vivo registrato a S. Francesco della vigna.
Il retro del CD
I Rimorchiatori sono una band Rock’n’roll veneziana, con ritmi swinganti e testi molto ironici di vita vissuta e anche di denuncia sociale, il tutto cantato in dialetto e in italiano.
Per conoscere meglio il primo disco, appena uscito, facciamo due chiacchiere con Bebo, contrabbassista e fondatore del gruppo.
Bebo
Rfb: Come ti è venuta in mente un’idea del genere?
Bebo: Sono sempre stato appassionato di musica rock’n’roll degli anni ‘50, e suonando il contrabbasso, mi sono molto esercitato sulla parte ritmica di questo stile con la tecnica dello slap. Per far ballare il pubblico è necessario dare un buon groove di base.
Con una band precedente, gli All Inside, già dal 2008 suonavamo rockabilly ma principalmente cover, da lì mi sono reso conto che volevo scrivere pezzi miei, originali, così nel 2015 ho iniziato a scrivere dei brani che avevo già in mente. Testo, musica, stacchi, arrangiamenti… Poi ho pensato ad un nome, e Rimorchiatori mi sembrava collegato alla città, e quindi mi è piaciuta subito l’idea.
RFB: E gli altri?
Jacopo, Mattia, Corrado e Bebo
Bebo: Poi ho pensato di chiamare altre persone che potessero essere interessate al progetto, ed ho chiesto a Jacopo che pur avendo una voce hard rock ha una vena soul che gli permette di cantare il rock’n’roll molto bene, la chitarra di Mattia che ha una forte impronta blues che ci ci sta bene, e infine Corrado che si trova a suo agio in vari generi, oltre al rock’n’roll suona molto jazz. Ognuno di loro ha apportato un contributo fondamentale alla riuscita dei brani e dei dischi, perciò abbiamo mescolato varie influenze con il rockabilly classico, quello americano, ma contaminato da vari generi.
RFB: Avete fatto un ottimo lavoro nella creazione dei brani, si sentono il lavoro e le influenze di ogni membro della band.
Bebo: Fare il primo disco è stato divertente, e siamo riusciti a farlo abbastanza velocemente, perché volevo avere un lavoro immediato da poter associare al nostro spirito. Diciamo che il gruppo è nato in tre mesi, c’è stato affiatamento e siamo riusciti nell’impresa. Oggi, però, se potessi rifarlo, lo farei diversamente. Infatti quando abbiamo registrato il secondo disco, abbiamo avuto più tempo e ci siamo potuti dedicare di più ai dettagli, con un risultato nettamente superiore.
Dal vivo a S. Francesco della vigna
RFB: Beh si, anche se nel secondo disco (che uscirà a breve) si sente un miglioramento, devo dire che anche questo ha un bel sound.
Bebo: La differenza sta anche nelle idee, il primo disco è più collegato alla città, ai temi più immediati, quotidiani, che mi hanno sempre stimolato. Nel secondo disco mi sono allargato a temi più nazionali, e problematiche che interessano le città in genere.
Ringrazio Bebo per questa chiacchierata, e vi invito ad ascoltare il disco dei Rimorchiatori, già disponibile su BandCamp.
Esce oggi su YouTube il primo videoclip della Banda da rio
Il videoclip
Tutto inizia con il casuale ritrovamento, tra gli archivi della RedFishBlues, di un cd-rom con la semplice scritta Bdr ed una scaletta di 9 brani. Facendo una veloce ricerca nella memoria, queste registrazioni risultano risalire all’anno 2003, un periodo in cui i membri dell’epoca (Emi, Bebo, Enrico e Alvise) dopo anni di intensa attività dal vivo per strada, decisero di registrare dei brani per farne una demo. All’epoca, essendo solo in quattro, decidemmo di registrare insieme i nostri strumenti per poi aggiungere quelli mancanti in un secondo momento. Cosa che non avvenne e le registrazioni e il Cd-rom caddero nell‘oblio.
Oggi, dopo 20 anni, felice di questo ritrovamento, ho deciso di completare le registrazioni con gli strumenti mancanti e di pubblicare il tutto su bandcamp e YouTube.
Il brano scelto per l’apertura è “La guerra di Piero” del sommo Fabrizio De Andrè, un brano contro la guerra. Guerra che, ancora oggi, si presenta sia alle nostre porte che in moltissime parti del mondo. Guerra che è semplicemente vista come una delle tante industrie, a discapito di chi è nato con il passaporto sbagliato.
La copertina, opera di Jacopo Campi
Per questo motivo, mentre si festeggiava un altro dei peggiori Carnevale di Venezia degli ultimi anni, decisi di chiedere a Jacopo Campi di disegnare una tavola che esprimesse questo disagio. Il risultato è questo, una copertina divisa in due parti: una superiore allegra e spensierata, e la parte inferiore buia e tetra.
Non resta che ascoltare il cd della Banda, quando uscirà su BandCamp, appena saranno finite le ultime registrazioni e gli ultimi dettagli.
Scrivo questo articolo per elogiare a modo mio un grande artista contemporaneo che ha fatto e continua a fare grandi cose con la musica, ma soprattutto ha dimostrato che essere indipendenti conviene sempre in termini di libertà artistica e di rientro economico.
Penso che Jack sia un faro nella notte ed un esempio da prendere a modello per chiunque faccia della musica la propria ragione di esistere, un vero leader spirituale per tutti i produttori e i musicisti con voglia di sperimentare e di rompere le convenzioni.
Anche io, nel mio piccolo, mi sento parte di questo movimento di produttori indipendenti, ed è per questo che sostengo ed invito a sostenere i musicisti locali, le piccole etichette indipendenti e la musica dal vivo. Qui si vede la stampa di Hindustani Sangeet, la registrazione dal vivo di un concerto di musica classica indiana. Se non viene documentato, uno spettacolo sparisce nell’oblio per sempre.
Ci sono molti esempi che si potrebbero fare, ma ho scelto questo video di Dreghe, la sua prima pubblicazione con la Redgoldgreen, per invitare tutti a comprare musica, assistere video e concerti di artisti indipendenti “because we love it, and we promote it“.
Afro Brasil, il disco di musica Candomblé suonato da Claudio Gucchierato
Il 2020 è un anno che verrà ricordato per sempre nella Storia, il mondo non sarà mai più come prima, sconvolto com’è da pandemie, cataclismi e guerre infinite.
In questo contesto di Rivoluzione su scala globale, anche noi di RedFishBlues abbiamo deciso di farci travolgere da questa nuova enorme ondata culturale che sta coinvolgendo tutto il mondo, iniziando con un restyling grafico del logo, dell’impostazione grafica, e presto di un nuovo sito.
Con la nuova brand identity vorremmo trasmettere quelli che sono i nostri valori e la filosofia che come etichetta portiamo avanti da ormai 10 anni. Il lavoro è stato sviluppato partendo da un’analisi critica e attenta di quello che è lo scenario della musica locale e di dove vogliamo collocarci come etichetta. Per fare ciò è stato necessario partire da una retrospettiva del lavoro sviluppato fino ad oggi per capire bene Chi siamo e Come ci identifichiamo. Quello che ne è uscito è il cuore pulsante del nostro brand.
Il nostro manifesto si potrebbe racchiudere in questi principi:
DIY
Arte di strada
Contaminazione musicale
DIY Come etichetta indipendente e che lavora con l’home recording crediamo che oggi non serva più dotarsi di attrezzatura costosa per farsi conoscere ad un pubblico vasto, ma ciò che serve sono le buone idee.
Arte di strada La nostra idea di musica non parte da un’idea di lucro ma piuttosto di mutuo scambio. Io ti do qualcosa (la musica) tu mi ripaghi con qualcos’altro (un’offerta libera), ma la cosa fondamentale di questo “qualcos’altro” è che sarà il pubblico a deciderne il valore.
Contaminazione musicale Come punto di partenza lavoriamo principalmente con artisti locali e del territorio Veneto, però ciò non ci limita nel repertorio musicale, anzi! Crediamo nel potere delle contaminazioni culturali per questo spesso i nostri ritmi sono pieni di musiche brasiliane, afro e reggae, il tutto condito con un inconfondibile accento Veneziano.
Oggigiorno grazie ad internet e ai social media, sempre più musicisti ed artisti hanno trovato l’ispirazione e si sono buttati in quest’avventura che è l’autoproduzione e promozione. Proprio in mezzo a questo entusiasmo, assieme alla sensazione di impotenza a causa di una pandemia spaventosa, ci siamo ritrovati a discutere del futuro della nostra etichetta, ed abbiamo deciso che era ora di ripartire con rinnovata energia. Il tutto è stato aiutato grazie anche a l’uso forzato della tecnologia, la quale ci ha permesso di comunicare in maniera sempre più rapida ed efficiente pur trovandoci tutti in luoghi diversi.
Forti della nostra filosofia di:
Produzioni dal basso
Utilizzo dell’home recording
Indipendenza di pensiero
continueremo il nostro cammino di scoperta e di ricerca.