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Resoconto Carnevale 2026

Sembrava dovesse essere un disastro a causa del maltempo, e invece è stato un successo!!!

La mattina di Sabato 14, il clima era dei più grigi, la pioggia era stata annunciata già da giorni e noi non sapevamo cosa sarebbe successo della nostra festa. Scambio frenetico di messaggi in chat e telefonate, ma la certezza era che noi non ci saremo fermati, la sfilata non è stata annullata, e chi se la sentiva poteva venire comunque a festeggiare sotto la pioggia.

Poi succede il miracolo: mi giunge un video da Matteo in cui si vedono i Combo Chinotto carichi come delle molle che si preparano vestendo cerate, poncho, scaldano i tamburi e la gente lì intorno. Incuranti della pioggia e pieni di entusiasmo per quello che stava per succedere: sfilata per Venezia e gran finale sul palco più prestigioso del Carnevale di Venezia: il palco di Piazza San Marco!

Così, all’ora stabilita, dopo un breve riscaldamento in campo, siamo partiti per la nostra avventura! La Strada Nova è sempre molto bella da percorrere con i tamburi, è abbastanza ampia da permettere il passaggio senza intralciare, c’è sempre molta gente che è appena arrivata dalla stazione e si dirige verso il centro della città. Dopo un paio di ponti, ci siamo fermati un attimo ed abbiamo sentito dietro di noi altri tamburi suonare: erano Las Magogas che erano riusciti anche loro ad arrivare e partecipare all’ultimo momento e ci hanno raggiunto!

Così, con due Blocos superstiti, siamo riusciti ad arrivare in campo SS Apostoli! Altra esibizione tutti insieme, e la pioggia, dopo un breve momento in cui sembrava essere più forte, alla fine ha deciso di smettere e di lasciarci liberi di festeggiare. Dopo una breve pausa per ricaricarci, ci siamo spostati in campo S. Bortolo e da lì siamo ripartiti lungo le Mercerie di San Salvador, questa volta, rispetto alla Strada Nova, un po’ più strette e più cariche di gente che si apriva in due ali per permetterci il passaggio e l’entrata trionfale in Piazza!

E pensare che lo stesso giorno, in Piazza, erano previsti altri concerti prima di noi, tutti annullati a causa del maltempo. Tutti tranne il nostro, unico evento del giorno. Dopo aver attraversato la piazza, abbiamo percorso la rampa d’accesso al palco, e il presentatore del Carnevale, assieme ai saltimbanchi ci hanno accolto a braccia aperte, e ci siamo esibiti tutti insieme davanti ad una piazza piena nonostante la giornata non delle migliori. Un’emozione indescrivibile!

La piazza piena di gente e la nostra espressione di meraviglia!

Finita la festa, quando ormai era già buio, c’è stata un’ulteriore sorpresa. Anche i Disco Zenith Laguna, nonostante le difficoltà e le incertezze, sono riusciti a raggiungerci. Hanno percorso anche loro la Strada Nova, in leggero ritardo, forse perdendosi nel percorso, ma alla fine ce l’hanno fatta! Sono arrivati in piazza ed hanno trovato i Combo Chinotto che avevano preso possesso della piazza, circondati dal pubblico in festa, e tra i fiati dei Zenith e le percussioni dei Chinotto è nata una super jam che ha incantato il pubblico!

Rinnovo i ringraziamenti a tutti i partecipanti: a Venessia.com per l’aiuto ad organizzare questa festa, ai Combo Chinotto per l’energia trasmessa che ha coinvolto il pubblico e gli altri partecipanti, a Las Magogas che anche loro nonostante le difficoltà hanno portato entusiasmo ed un corpo di ballo fenomenale, ai Disco Zenith Laguna che hanno animato la festa con il favore delle tenebre e che mi ha ricordato i vecchi carnevali dell’epoca d’oro.

E la Banda da rio? che fine ha fatto? eravamo pochi ma boni, ci eravamo preparati in sala, ma… diciamo che l’anno prossimo andrà meglio

Pochi ma boni

Carnevale 2026 sfilata della Banda da rio

E anche quest’anno, puntuale, ritorna la sfilata di carnevale della Banda da rio! Questo è il terzo anno consecutivo che l’organizzazione è in collaborazione con Matteo Secchi, fondatore di Venessia.com.

La grande novità di quest’anno è che la Banda da rio fa un salto di qualità significativo. Dopo 26 anni di carnevali spontanei fatti per far ballare e divertire il pubblico, finalmente saremo nel programma ufficiale del Comune di Venezia. Pochi giorni fa c’è stato un incontro negli uffici della direzione di Vela spa, con la quale abbiamo esposto il nostro progetto, che è stato accolto con entusiasmo ed approvato.

Quindi quest’anno la sfilata si svolgerà Sabato 14 Febbraio (Sambalentino), e partirà come sempre da campo S. Geremia alle ore 15:00. Percorreremo tutta la Strada Nova fino a Campo SS. Apostoli, lì ci fermeremo per una pausa. Ci sposteremo senza suonare fino a Campo S. Salvador (perché il passaggio di S. Giovanni Grisostomo è troppo stretto), e da lì ripartiremo verso le Mercerie fino a raggiungere Piazza San Marco, arrivati lì saliremo sul palco per suonare tutti assieme un brano tra quelli scelti.

Come ogni scuola di samba che si rispetti ci saranno due figure principali tra i partecipanti: il direttore dei fiati ed il direttore delle percussioni. Loro si mettono d’accordo sulla scaletta da eseguire e servono da riferimento per gli altri strumentisti. Quest’anno Emiliano Alberti sarà il direttore delle percussioni (nonché organizzatore), e Vito Lorenzoni sarà il direttore per i fiati.

La scaletta dei brani è la seguente:

Brasil
A Banda
Marina
Guerra (La guerra di Piero)
Cacao Meravigliao

Questi brani si possono ascoltare sul sito Bandcamp di RedFishBlues, clicca sul titolo per ascoltare il brano in streaming.



Vito Lorenzoni è un sassofonista e polistrumentista brasiliano, da qualche anno vive ed insegna in Italia, a Cremona. Suona in diverse band, tra cui Officina Reggae assieme a me, e l’ho scelto come direttore dei fiati per la sua bravura e professionalità, oltre ad essere un amico.

Matteo Secchi ed Emiliano Alberti

Speriamo che anche quest’anno, come gli scorsi, l’atmosfera sia di gioia e di festa, e di riuscire a portare al pubblico del carnevale di Venezia la voglia di partecipare e di divertirsi in spensieratezza!

Resoconto Carnevale 2025

Anche quest’anno Redfishblues è riuscito nell’intento di organizzare una sfilata di Carnevale, quest’anno la Banda da rio è stata affiancata da una moltitudine di musicisti giovani che già da anni animano le serate veneziane, I Disco Zenith Laguna.

E come l’anno scorso, con l’aiuto di Matteo Secchi per l’organizzazione della parte burocratica, siamo partiti da campo S. Geremia ed abbiamo fatto un altro giro enorme. Tutta la Strada Nova, poi da SS Apostoli abbiamo tagliato e siamo finiti in Campo SS Giovanni e Paolo, poi abbiamo tagliato di nuovo e ci siamo trovati a S Maria Formosa. Lì ci siamo fermati un po’, ed abbiamo proseguito per Ruga Giuffa, poi verso I greci e siamo sbucati alla chiesa della Pietà.

Da lì abbiamo proseguito lungo tutta la riva degli Schiavoni, e alla fine siamo entrati in Via Garibaldi e l’abbiamo percorsa tutta fino alla fine. Arrivati lì alcuni si sono sentiti soddisfatti, altri, ovviamente, non ne avevano abbastanza ed hanno continuato la festa per tutta la sera.

Quest’anno ci sono state le prove presso il Caostudio di Cannaregio, alla Misericordia, e c’è anche stato un po’ di nervosismo perché molti non sapevano cosa li avrebbe aspettati, se accoglienza o resistenza da parte delle autorità e dei cittadini. Inutile dire, dopo anni di esperienza, che l’accoglienza ha stravinto e tutti sono stati felici.

Il progetto per i prossimi anni è di creare una Scuola Di Samba a Venezia, a partire dai ritmi e le melodie della Banda da rio (brani che sono stati rodati per anni per le calli di Venezia), con l’apporto di nuove idee e nuovi musicisti come i Disco Zenith Laguna. Un appuntamento mensile per provare i brani e i costumi per due grandi eventi durante l’anno: il Carnevale di Venezia (questa volta facendo parte del programma ufficiale) e del Venice Summer Carnival. Ma è ancora presto per parlarne…

Carnevale 2024 – Banda da rio – CD allegato a RastaSnob

Dopo il ritrovamento delle tracce perdute a ridosso del carnevale passato, Redfishblues è riuscito a finire la realizzazione del disco della Banda da rio, promuovere un paio di artisti in collaborazione con RastaSnob e i pantoni di Jacopo Campi, per arrivare un anno dopo, giusto in tempo per il carnevale 2024 con il paginone centrale della rivista che da più di 30 anni si dedica alla cultura rasta in Italia, e che ha deciso di aprirci le porte.

Bellissima la doppia copertina della rivista, con due donne che stanno facendo grandi cose nell’ambito della scena reggae italiana e internazionale: Mad Elaine e Dj Nina Kipiani.

Il paginone centrale

Come al solito Jacopo Campi ha dato il meglio di sé ed ha firmato il fumetto che accompagna il nostro articolo, con i due protagonisti, Pistacchio e Gedeone, che assistono increduli al passaggio della Banda da rio per le calli di Venezia, cosa che puntualmente è accaduta l’ultima domenica di carnevale, con una sfilata organizzata con amici, con il solo scopo di portare un po’ di allegria e dimostrare che il carnevale può essere fatto ed organizzato dalla gente comune, e non solo dalle istituzioni o da chi ha tanti soldi in mano da gestire.

Mi auguro che piano piano si riesca ad invertire questa tendenza, e che sempre più persone capiscano che, come nella vita, bisogna essere protagonisti e non semplici spettatori, e il carnevale insegna proprio questo.

Viva il carnevale!!

Banda da rio – sfilata di carnevale dal basso

Il 2024 è appena iniziato e porta già una bellissima notizia: la Banda da rio porterà un po’ di allegria per le calli a Venezia. Quest’anno ci ritroveremo assieme a molti altri amici per un raduno di allegria e spensieratezza, l’ultima domenica di carnevale.

La base della Banda da rio: sax, rullante, 2 surdo

La sfilata di carnevale è detta “dal basso” proprio in contrasto con il carnevale istituzionalizzato, organizzato dall’alto ed imposto ad un pubblico inerme, ormai abituato ad essere spettatore passivo e non più protagonista.

Gente, trampolieri, musicisti, carnevale!

Ci vediamo a Venezia quindi, ognuno con la propria maschera e la voglia di divertirsi. Quest’anno sembra essere un anno speciale, tanto che tantissimi amici e conoscenti hanno accettato subito l’invito a partecipare, ed il tutto verrà documentato da venessia.com

Buon carnevale 2024 a tutti!

Marina – La Banda da rio – videoclip

ecco il link per seguire in anteprima il video di Marina, il secondo videoclip della Banda da rio.

Il Videoclip

Il video è stato creato con l’aiuto di due programmi di Intelligenza Artificiale: Ideogram per creare le immagini e Runway per le animazioni. Poi le clip ottenute sono state montate in un Videoclip da una Intelligenza Naturale, quella di RFB.

Non resta che aspettare l’11 Settembre alle ore 11:00 per assistere all’anteprima.

Anche le ragazze sono emozionate

La guerra di Piero

Esce oggi su YouTube il primo videoclip della Banda da rio

Il videoclip

Tutto inizia con il casuale ritrovamento, tra gli archivi della RedFishBlues, di un cd-rom con la semplice scritta Bdr ed una scaletta di 9 brani. Facendo una veloce ricerca nella memoria, queste registrazioni risultano risalire all’anno 2003, un periodo in cui i membri dell’epoca (Emi, Bebo, Enrico e Alvise) dopo anni di intensa attività dal vivo per strada, decisero di registrare dei brani per farne una demo. All’epoca, essendo solo in quattro, decidemmo di registrare insieme i nostri strumenti per poi aggiungere quelli mancanti in un secondo momento. Cosa che non avvenne e le registrazioni e il Cd-rom caddero nell‘oblio.

Oggi, dopo 20 anni, felice di questo ritrovamento, ho deciso di completare le registrazioni con gli strumenti mancanti e di pubblicare il tutto su bandcamp e YouTube.

Il brano scelto per l’apertura è “La guerra di Piero” del sommo Fabrizio De Andrè, un brano contro la guerra. Guerra che, ancora oggi, si presenta sia alle nostre porte che in moltissime parti del mondo. Guerra che è semplicemente vista come una delle tante industrie, a discapito di chi è nato con il passaporto sbagliato.

La copertina, opera di Jacopo Campi

Per questo motivo, mentre si festeggiava un altro dei peggiori Carnevale di Venezia degli ultimi anni, decisi di chiedere a Jacopo Campi di disegnare una tavola che esprimesse questo disagio. Il risultato è questo, una copertina divisa in due parti: una superiore allegra e spensierata, e la parte inferiore buia e tetra.

Non resta che ascoltare il cd della Banda, quando uscirà su BandCamp, appena saranno finite le ultime registrazioni e gli ultimi dettagli.

La cuica è uno degli strumenti che mancava

Respira Day 2022

Tutto pronto per il Respira Day 2022, la seconda edizione del festival in memoria di Mauro Baratto che si terrà Domenica 15 Maggio. Un’occasione per riunire la moltitudine di persone che ha avuto il piacere di conoscerlo e per diffondere ulteriormente il suo messaggio di pace e di fratellanza.

La locandina

Anche quest’anno ci saranno molte band che si alterneranno sul palco per tutto il pomeriggio: Patois Brothers, Deimakai, Morris Barter Ensemble, Freve che Bruxa, La Ghenga Fuoriposto, Los Muchos Gramos e Alessio Cabbia.
Quindi ci sarà da ballare e da divertirsi fino a sera con Steve Giant e Papaluka a mettere su buona musica.

L’anno scorso, nonostante le avversità, molte persone hanno partecipato, complice la bella giornata di sole, il murales dipinto al momento, ma soprattutto la presenza di Sir Oliver Skardy in persona ad omaggiare Mauretto con delle bellissime parole.

Mauro

“Sarebbe bello… Sarebbe bello nascere liberi, senza bandiera o religione, non andando uno contro l’altro ma viaggiando insieme, restando tranquilli. Tanto non cambia nulla, conosciamo già la meta, e sempre lì dobbiamo arrivare. Manda tutti a quel paese, rilassati, e respira quella poca aria buona che ancora ci rimane.”

Mauro Baratto

Molte sono le iniziative di beneficienza svolte dalla associazione che opera in memoria di Mauro Baratto: donazioni, raccolta fondi, attività nelle scuole… Insomma un festival che dura tutto l’anno e che culmina con il concerto di Domenica pressima.

Photo credits: Respira Day Facebook

Intervista a Sara Bruxada

Durante dieci anni di attività abbiamo avuto il piacere di collaborare con vari artisti, molto diversi fra loro ma con il fine comune di esprimere il proprio pensiero musicale attraverso composizioni originali. Con una serie di interviste vi stiamo presentando ad uno ad uno questi artisti. Continuiamo con Sara Bruxada.

Live con i Freve da Samba al Teatro dei Frari

RFB: Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo della musica?
SARA: Il primo passo è stato il flauto delle medie. Il mio era in legno per fortuna. Riuscii a trascrivere “The lion sleep tonight” ad orecchio, ma il professore, De Lazzari da Campalto, non mi diede mezza soddisfazione. Chiesi ai miei un sax per colpa di Lisa Simpson e mi regalarono una tastiera Bontempi che mai imparai a suonare. Le mani su un tamburo le ho messe per la prima volta all’ITIS, grazie ad un corso organizzato dal vicepreside su pressione psicologica di me ed un amico. Poi Venezia, con la Banda da rio prima e poi la scoperta della musica brasiliana con i Freve da Samba.
L’Africa però non l’ho mai mollata e mi ha presa per mano con i Mamafolì e l’eclettica Jennifer Cabrera Fernández, la quale mi ha insegnato moltissimo e con la quale oltre ad una buona amicizia ci sono state meravigliose collaborazioni ed esperienze.

con Sir Oliver Skardy

RFB: Chi ti ha ispirato nella tua carriera?
SARA: Carriera? Quale carriera? Considero la musica una cura per me stessa e per gli altri, un cammino. Lungo il cammino mi hanno ispirata e mi ispirano molti musicisti umili ma grandissimi che ho conosciuto negli anni, ma non per il prodotto finale, più che altro per l’approccio. Se invece parliamo di influenze… ho ascoltato talmente tanta musica diversa che non saprei da dove cominciare. Magari un giorno butto fuori un disco dance anni ’90, va saver! Se devo dirne alcune il reggae, l’ hip hop, la musica brasiliana (solo con questa non bastano 10 vite) e latinoamericana, il funk e la musica africana (tradizionale e non). 
Pitura Freska e Freve da Samba mi hanno reso più serena nell’uso del dialetto, mia lingua madre e di mia madre. La prima in assoluto, quella del cuore. Spagnolo e portoghese invece son quelle dell’anima. L’italiano mi impalla, non so ancora bene per quale motivo. 

RFB: Parlaci di com’è nato il tuo primo disco Bruxaria.
SARA: Più che un disco, un parto direi. Però xe venio un bel puteo grazie alla collaborazione di moltissimi amici e musicisti conosciuti negli anni. È nato tirando fuori dal cilindro alcune liriche che Daniele Galletta ha sapientemente arrangiato, credo sia partito quando ho sentito l’arrangiamento di Sonho e mi son detta: “Dai, femo!”. È stata una faticaccia autoprodursi, autopromuoversi ma nel mondo attuale funziona così, anche se per come la vedo io sta diventando tutto asettico e sempre più di plastica con l’uso dei social e compagnia.

Assieme a Jennifer Cabrera Fernandez

RFB: Se non avessi fatto la musicista cosa pensi avresti fatto nella vita? 
SARA: Non mi considero una musicista. Il musicista per me è quello che si sveglia la mattina e prende lo strumento, o comunque quotidianamente suona, si esercita e cresce. Io non ho questa dedizione, amo la musica, mi è necessaria, ma non sono una musicista. Quindi probabilmente starei facendo esattamente quello che sto facendo.

RFB: Cosa ti ha fatto orientare verso il mondo dei bambini? Vuoi raccontarci di com’è nato il tuo ultimo progetto “Le avventure di Zè e Pandeiro”?
SARA: Il progetto è nato grazie a Bubi Staffa, mio maestro di pandeiro, che a suo tempo mi disse: “Perché non scrivi un libro per bambini?”. Gli risposi: “Ci posso provare!”. Mai avevo scritto qualcosa per i bimbi, ma sono una delle mie poche speranze a sto mondo! Voglio dire, il futuro è nei loro cuori, perché non fargli un’iniezione di musica, leggende ed incontri volti all’apertura mentale in questi tempi oscuri? Ho scelto il pandeiro perché, come dice Bubi, è uno strumento universatile, che può aprire un sacco di porte, di mondi e di menti (se ben disposte ovviamente!). E da lì la decisione di ambientare i brevi racconti in luoghi differenti di cui però avrei dovuto  poter produrre la musica. Mi sarebbe piaciuto ambientarne uno in Giappone ma dove lo trovavo uno che suona il kodo nei dintorni? 

Nasce come libro, illustrato da Daria Tommasi, a cui le musiche sarebbero state associate tramite codice QR. Poi durante il delirio della quarantena ho pensato di farlo animare e  Caterina Zampedri ha svolto un lavoro eccellente. Abbiamo in programma altri progetti, ma… portate pazienza che ghe xe più giorni che luganeghe. Anche in questo caso è tutto autoprodotto, la voce narrante l’ho registrata nel vecchio forno di verniciatura di mio padre perché abitando ora davanti ad una provinciale dove corrono come pazzi, è l’unica maniera per non sentire camion, bus e mezzi vari ed eventuali come sottofondo. Le musiche sono per la maggior parte autoprodotte, a parte la traccia del Capitolo 3 gentilmente concessa da Fabio Lazzarin, e parte di quella del Capitolo 5, concessa da Arturo Ramón

Ormai siamo all’ultimo episodio, non perdetelo mi raccomando!

RFB: In cosa credi?
SARA: “Credevo xe da mona” (Nono Maam cit.). Ho riflettuto molto su questa perla del mio caro amico Nono (Nicola Lenzi ndr) ed ha ragione. Credere di questi tempi conviene ancora meno, è un verbo pericoloso. I fatti dicono molte cose, poi ognuno le interpreti come vuole, ad esempio come ho fatto io con questa domanda.

Bene, dopo questa piacevole chiacchierata, ringraziamo Sara per averci raccontato la sua storia nella musica e aspettiamo con curiosità i suoi prossimi lavori. Ringraziamo voi lettori per averci seguito in questo breve viaggio attraverso le parole di un’artista davvero speciale e vi rimandiamo alla prossima intervista che uscirà…