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Etichetta discografica libera ed indipendente, da Venezia

La guerra di Piero

Esce oggi su YouTube il primo videoclip della Banda da rio

Il videoclip

Tutto inizia con il casuale ritrovamento, tra gli archivi della RedFishBlues, di un cd-rom con la semplice scritta Bdr ed una scaletta di 9 brani. Facendo una veloce ricerca nella memoria, queste registrazioni risultano risalire all’anno 2003, un periodo in cui i membri dell’epoca (Emi, Bebo, Enrico e Alvise) dopo anni di intensa attività dal vivo per strada, decisero di registrare dei brani per farne una demo. All’epoca, essendo solo in quattro, decidemmo di registrare insieme i nostri strumenti per poi aggiungere quelli mancanti in un secondo momento. Cosa che non avvenne e le registrazioni e il Cd-rom caddero nell‘oblio.

Oggi, dopo 20 anni, felice di questo ritrovamento, ho deciso di completare le registrazioni con gli strumenti mancanti e di pubblicare il tutto su bandcamp e YouTube.

Il brano scelto per l’apertura è “La guerra di Piero” del sommo Fabrizio De Andrè, un brano contro la guerra. Guerra che, ancora oggi, si presenta sia alle nostre porte che in moltissime parti del mondo. Guerra che è semplicemente vista come una delle tante industrie, a discapito di chi è nato con il passaporto sbagliato.

La copertina, opera di Jacopo Campi

Per questo motivo, mentre si festeggiava un altro dei peggiori Carnevale di Venezia degli ultimi anni, decisi di chiedere a Jacopo Campi di disegnare una tavola che esprimesse questo disagio. Il risultato è questo, una copertina divisa in due parti: una superiore allegra e spensierata, e la parte inferiore buia e tetra.

Non resta che ascoltare il cd della Banda, quando uscirà su BandCamp, appena saranno finite le ultime registrazioni e gli ultimi dettagli.

La cuica è uno degli strumenti che mancava

Carnevale con le bombe

È finalmente arrivato il Carnevale 2023, il periodo dell’anno più bello e allegro, ma allo stesso tempo il meno capito e analizzato per quello che rappresenta. Tanto è vero che in molti pensano che il carnevale sia esclusivamente per i bambini… poveri noi!

A questo si è ridotto il carnevale di Venezia

In questi ultimi anni festeggiare il carnevale è sempre più difficile a causa di molteplici fattori tra cui le crisi, le bombe, e il sindaco di Venezia che pensa che non sia stato fatto ancora abbastanza per vendere a chicchessia i pezzi e il cuore di Venezia, ovvero le feste tradizionali (come il redentore e il carnevale) e i cambi destinazione d’uso che hanno permesso il proliferare di alberghi e b&b in ogni angolo della città.

La novità, quest’anno, è che abbiamo scoperto che, volendo, le guerre possono essere fermate. Basta che accada una tragedia ancora maggiore che anche le coscienze più insensibili cominciano ad entrare in crisi.

Fermare la guerra si può

Naturalmente sappiamo che la tregua, in una zona come il confine tra la Siria e la Turchia, è solo un sogno. Come lo è per le bombe russe, gli attentati a Gerusalemme e un’infinità di luoghi martoriati dalla guerra e dai massacri.

È per questo motivo che quest’anno la Banda da rio, invece di esibirsi per le calli, ha deciso di pubblicare un brano pacifista. Il brano in questione è La Guerra Di Piero, scritto dal sommo Fabrizio De André e che un tempo faceva parte del repertorio. Dall’archivio della RedFishBlues sono spuntate delle registrazioni vecchie di 20 anni, che verranno pubblicate un po’ alla volta.

La Banda nel 2004

Quindi non possiamo fare altro che sperare che la situazione migliori, ricordando a tutti che il Carnevale è partecipazione, non uno spettacolo da guardare e basta. Allo stesso modo, la Pace è partecipazione e impegno di ognuno di noi.

Buon Carnevale e basta guerre!

Danza Bharatanatyam al Festival delle Arti, Giudecca, Venezia

Per chi volesse assistere ad un evento di danza e cultura orientale, si svolgerà a Venezia uno spettacolo di danza Bharatanatyam organizzato dalla Associazione Culturale Gamaka:

Domenica 11 Settembre, al CZ95, RedFishBlues avrà ancora una volta l’onore di essere presente per registrare l’esibizione delle allieve di danza dell’Associazione Gamaka. Uno spettacolo che sbalordisce per svariati aspetti: più di 30 ballerine sullo stesso palco, esibendosi con costumi coloratissimi su musiche originali indiane create apposta per lo spettacolo; infine la cura e l’attenzione ai dettagli delle coreografie, dei testi introduttivi, e di tutta l’organizzazione di Marianna Biadene e la sua Associazione Culturale Gamaka.
Dulcis in fundo, lo spettacolo si inserisce nel più ampio programma del Festival delle Arti della Giudecca, un evento unico che si svolge già da diversi anni con un sempre maggior successo e partecipazione di pubblico e di artisti.

ASSOCIAZIONE GAMAKA 

Associazione Culturale per la ricerca teatrale, coreutica e musicale

L’Associazione Gamaka opera a livello nazionale nei settori della produzione artistica, della ricerca e della promozione delle arti performative classiche indiane dal 2011

Il progetto formativo dell’Associazione si articola attraverso una serie di attività e proposte: oltre ai corsi annuali di danza classica indiana, a cura di Marianna Biadene, l’Associazione Gamaka organizza regolarmente seminari e incontri formativi di alto livello con illustri Maestri ospiti dall’India (teatro-danza e musica classica indiana).

Marianna Biadene

L’Associazione Gamaka promuove e produce spettacoli con danzatori, musicisti e performing artists di fama internazionale. Dal 2012 al 2015 Gamaka ha promosso il Festival Natyakala, rassegna di arti performative classiche indiane presentata annualmente a Venezia con una ricca proposta di eventi e iniziative  (spettacoli, workshops e conferenze), grazie anche al sostegno e patrocinio di importanti istituzioni culturali e cittadine. Dal 2013 l’Associazione Gamaka collabora alla realizzazione del Festival Summer Mela (Roma) promosso dalla Fondazione FIND India-Europe Foundation for New Dialogues (2013-2022). Giunto con successo alla sua X edizione, il festival è oggi un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di arte e cultura indiana e un punto di riferimento per i professionisti del settore.
(Tratto dalla bio del sito).

Respira Day 2022

Tutto pronto per il Respira Day 2022, la seconda edizione del festival in memoria di Mauro Baratto che si terrà Domenica 15 Maggio. Un’occasione per riunire la moltitudine di persone che ha avuto il piacere di conoscerlo e per diffondere ulteriormente il suo messaggio di pace e di fratellanza.

La locandina

Anche quest’anno ci saranno molte band che si alterneranno sul palco per tutto il pomeriggio: Patois Brothers, Deimakai, Morris Barter Ensemble, Freve che Bruxa, La Ghenga Fuoriposto, Los Muchos Gramos e Alessio Cabbia.
Quindi ci sarà da ballare e da divertirsi fino a sera con Steve Giant e Papaluka a mettere su buona musica.

L’anno scorso, nonostante le avversità, molte persone hanno partecipato, complice la bella giornata di sole, il murales dipinto al momento, ma soprattutto la presenza di Sir Oliver Skardy in persona ad omaggiare Mauretto con delle bellissime parole.

Mauro

“Sarebbe bello… Sarebbe bello nascere liberi, senza bandiera o religione, non andando uno contro l’altro ma viaggiando insieme, restando tranquilli. Tanto non cambia nulla, conosciamo già la meta, e sempre lì dobbiamo arrivare. Manda tutti a quel paese, rilassati, e respira quella poca aria buona che ancora ci rimane.”

Mauro Baratto

Molte sono le iniziative di beneficienza svolte dalla associazione che opera in memoria di Mauro Baratto: donazioni, raccolta fondi, attività nelle scuole… Insomma un festival che dura tutto l’anno e che culmina con il concerto di Domenica pressima.

Photo credits: Respira Day Facebook

Orient Experience 5 anni dopo

Esce su Bandcamp l’ultima produzione Redfishblues: un concerto di musica classica indostana.
Registrato dal vivo al ristorante Orient Experience a Cannaregio, Venezia, nel lontano 2017 in occasione di Samvad – Dialoghi, una bellissima rassegna di cultura indiana con esibizioni di danza, concerti, workshop ed ospiti internazionali organizzata dall’Ass. Culturale Gamaka.

Il duo è composto da Hriday Desai e da Fabio Lazzarin.

Hriday suona un strumento da lui costruito, un ibrido tra sarod e chitarra acustica

Hriday Desai è un musicista e professore di musica, una figura molto importante nella musica classica Indostana, ha viaggiato innumerevoli volte tra Europa ed Asia come Ambasciatore Culturale per conto del Ministero degli Affari Esteri, e fin da bambino, con la sua famiglia di artisti, si esibisce su All India Radio e Doordarshan, due emittenti nazionali indiane.

Fabio Lazzarin e le tabla

Fabio è un musicista con una lunga e prolifica carriera alle spalle, inizia lo studio delle tabla nel 1984 con il maestro Sanka Chatterjee, e nel corso degli anni dimostra di essere un artista eclettico esibendosi in concerti in Italia e all’estero con diversi artisti tra cui Aldo Tagliapietra delle Orme. Si dedica alla radio e alla televisione, partecipa alla Biennale Danza con Carolyn Carlson, oltre a scrivere musica per teatro e per colonne sonore.

I Raga in scaletta sono tre:

RAAG BADESHWARI: Un raga molto popolare da suonare a notte profonda, l’ideale per descrivere l’emozione di una donna in attesa del ritorno del suo amante.

RAAG MISHRA KAMAJ: Mishra significa “mescolato” o “improvvisato”. Quando l’artista decide di prendere libertà artistiche e variare il raga, può prendere, per sostituire le note esistenti, alcune o tutte le note non comprese normalmente nella scala, da cui il nome “mescolato”. Kamaj è un raga della notte.

RAAG SAMPURNA BHAIRAVI: Il Bhairavi viene spesso chiamato il re dei raga della mattina. Produce un’atmosfera ricca di devozione particolarmente indicato per il genere Bhajan (musica devozionale), e le leggere forme classiche del Thumri (un altro genere di musica indiana). Tradizionalmente il Bhairavi viene usato come brano di chiusura nelle occasioni formali.

Buon ascolto!

Jack White e il DIY

Scrivo questo articolo per elogiare a modo mio un grande artista contemporaneo che ha fatto e continua a fare grandi cose con la musica, ma soprattutto ha dimostrato che essere indipendenti conviene sempre in termini di libertà artistica e di rientro economico.

Penso che Jack sia un faro nella notte ed un esempio da prendere a modello per chiunque faccia della musica la propria ragione di esistere, un vero leader spirituale per tutti i produttori e i musicisti con voglia di sperimentare e di rompere le convenzioni.

Anche io, nel mio piccolo, mi sento parte di questo movimento di produttori indipendenti, ed è per questo che sostengo ed invito a sostenere i musicisti locali, le piccole etichette indipendenti e la musica dal vivo. Qui si vede la stampa di Hindustani Sangeet, la registrazione dal vivo di un concerto di musica classica indiana. Se non viene documentato, uno spettacolo sparisce nell’oblio per sempre.

Ci sono molti esempi che si potrebbero fare, ma ho scelto questo video di Dreghe, la sua prima pubblicazione con la Redgoldgreen, per invitare tutti a comprare musica, assistere video e concerti di artisti indipendenti “because we love it, and we promote it“.

Afro Brasil, il disco di musica Candomblé suonato da Claudio Gucchierato

Capoeira Topazio Veneto

A Topazio chegou! Una buona notizia per gli amanti di Capoeira della provincia di Venezia e del Veneto: sono appena iniziati presso il Gymnica Sport Club a Oriago (VE) dei corsi di capoeira tenuti da Vanderlei Da Silva.

La Capoeira non è solo uno sport o una danza come potrebbe sembrare ad una lettura superficiale, ma è un complesso sistema di filosofia e di disciplina esattamente come le altre arti marziali che conosciamo.

Gli strumenti della capoeira: berimbau, atabaque, pandeiro, caxixi, agogo

Auguro a Vanderlei di poter continuare a diffondere la capoeira il più possibile, perché è una filosofia che insegna l’inclusione, il rispetto per gli altri, l’umiltà ed il rispetto verso sé stessi ed il proprio corpo. Infatti un buon capoeirista cerca sempre di vivere una vita sana e salutare, avendo cura della propria salute fisica e mentale, ma soprattutto non mancando mai di rispetto verso gli altri, chiunque essi siano. Nella seguente intervista è lo stesso Vanderlei che lo spiega in maniera chiara: nessuno è più importante di un altro all’interno della capoeira, ma ognuno partecipa secondo le sue possibilità o capacità.

Per chi fosse interessato, sono disponibili le copie fisiche di Valente Criolo Bamba, il cd di canti di capoeira scritti, suonati e cantati da Vanderlei stesso.

DreGhe al Macondo Beach

I Fioi: Antonio, Jaco, Edo

Sabato 25 Settembre, in una bellissima giornata di fine estate, DreGhe e I Fioi si sono esibiti al Macondo per la chiusura di stagione. Tra tutte le canzoni in scaletta abbiamo scelto di pubblicare il video di Bruza, una canzone nata e pubblicata più di un anno fa e frutto di una nostra collaborazione.

Il video

Bruza parla di Venezia: di come, proprio sotto ai nostri occhi, si stia piano piano perdendo l’essenza della città, di come il Mose, l’esodo e la politica stiano mandando in fumo il numero di residenti in centro storico e nelle isole, calato vertiginosamente in questi ultimi anni. Il Mose è un fallimento totale ma c’è ancora chi ci crede e pensa che sia utile alla città! La classe politica, votata dai cittadini stessi, è la maggior responsabile di questo disastro di proporzioni epiche: un gioiello lasciatoci dai nostri antenati, sull’orlo del collasso…

Intervista a Vanderlei Da Silva

Torniamo con la nostra serie di interviste, oggi abbiamo il piacere di parlare con Vanderlei Da Silva, un gigante buono di Itabuna, Salvador De Bahia. Insieme abbiamo registrato Valente Criolo Bamba, un disco di cinque brani di musica Capoeira, di cui tre Regional: Criolo Bamba, Adeus Meu Mano e Negro Que Tem Dende, e due Ladainha, Cidade Conhecida e Mestre Gigante.

Quest’ultimo è l’unico brano che non è stato composto da Vanderlei, ma si tratta di una cover alla quale si sente legato, inoltre si tratta di un brano famoso, composto da Mestre Suassuna molti anni fa e cantato nelle rodas di tutto il mondo.

il disco

RFB: Ciao Vander, abbiamo registrato un disco di cinque canzoni di capoeira tradizionale scritte da te. In questo disco che ritmi ci sono?

VDS: Ci sono tre brani regional e due ladainha. La ladainha è un tipo di canzone e un ritmo di musica che viene cantato per il bisogno di raccontare un fatto accaduto, una storia vissuta, una persona che lascia questo mondo per l’altro per esempio. È una melodia che esprime un profondo lamento, che si dedica a quella persona o fatto.

Questa Ladainha (Mestre Gigante) non è mia, ma è una musica con cui mi identifico molto perché mi ricorda la storia di un capoeirista, un uomo guerriero, coraggioso

RFB: Un maestro speciale?

VDS: Speciale per alcuni, per altri no, come dice il proverbio: “Neanche Dio può accontentare tutti”. È speciale per quelle persone che si identificano con la sua musica, e per me è speciale perché mi piace.

Registrando a casa di Claudio

La musica Capoeira sempre trasmette un messaggio, è sufficiente che il capoeirista abbia le antenne. Il messaggio della ladainha è più emotivo, e quando hai un peso dentro di te, lei fa in modo che tu ti possa sentire connesso con quel fatto accaduto, lei te lo fa rivivere.

RFB: E le altre tre?

VDS: Le altre tre sono musiche che ho composto io, in stile regional. Anche loro sono molto ragionate, perché tutte le canzoni di questo disco esprimono una situazione interna alla capoeira, trasmettono un messaggio positivo per un nostro fratello capoeirista.

Per esempio Criolo Bamba, quando c’è quella parte dove dico:

Nel mondo della capoeira, ognuno ha il suo valore, senza che ci sia discriminazione, dimostrando il proprio splendore. Lo dicevano i grandi maestri, che la vita è passeggera, bisogna seminare l’umiltà perché nasca un buon capoeirista, Criolo Bamba”

Voglio dire che non c’è bisogno di essere il migliore di tutti: si può essere un buon musicista, un buon cantor, un buon jogador, ma se ci si sente un capoeirista, allora si avrà il proprio spazio nel mondo della Capoeira, perché si sta contribuendo in qualche modo. Ognuno ha il suo ruolo. Quando canto questa parte:

Senza esserci discriminazione

si riferisce al fatto che una persona appena entrata nel mondo della Capoeira, non deve essere annullata o messa in disparte da chi ha già più esperienza. Nessuno nasce già sapendo, si impara col tempo, uno con l’altro, nessuno sa tutto della vita, la vita è un’ infinità di apprendimento.

RFB: La Capoeira conosce bene la discriminazione…

VDS: La discriminazione è sempre esistita. Lo scopo di questa musica è di mettere in allerta chiunque abbia questo tipo di ideologia di non farlo, di non umiliare chi sta loro attorno. Il fatto che io, per esempio, non sappia jogar bene, cantare bene, o suonare bene, ma magari so come battere le mani, so come aiutarti ad organizzare, io so essere lì presente quando hai bisogno di me, e quindi anch’io so qualcosa. Purtroppo succede che molti non te lo dicono, ma si comportano come se tu non valessi niente e comportarsi così non esiste! Per questo dico:

Nel mondo della Capoeira ognuno ha il suo valore senza esserci discriminazione dimostrando il proprio splendore“.

Infine concludo dicendo che i grandi e i buoni maestri, l’hanno sempre detto: tutto nel mondo è passeggero, lascerai tutto lì, è bene seminare umiltà per far nascere un buon capoeirista, una buona persona nel proprio cuore.

“Lo dicevano i grandi maestri, che la vita è passeggera, bisogna seminare l’umiltà perché nasca un buon capoeirista, Criolo Bamba.”

RFB : E quindi cosa vorresti fare adesso con la musica che stiamo registrando?

VDS: Sinceramente, io non ho nessuna pretesa di diventare famoso, fare soldi. Io vorrei che le canzoni rimanessero esposte perché qualunque capoeirista analizzasse quanto è scritto lì, ciò che viene detto. Sicuramente potrebbe aiutare molte persone a sviluppare qualcosa nella mente. Vorrei che le canzoni del disco restassero lì piantate come un seme, per chi le volesse ascoltare, per chi volesse recepire il messaggio che sto inviando. Mi piacerebbe che la musica potesse aiutare le persone con una mente afflitta a cambiare e migliorare.

L’intervista integrale con sottotitoli in italiano

Ringraziamo quindi Vanderlei per questa chiacchierata, e vi invitiamo ad ascoltare l’intervista integrale e il disco completo sul nostro canale Youtube.