Inizia Settembre e RedFishBlues dice addio a Spotify, Amazon, Deezer e tutte le altre piattaforme. Per questo pubblichiamo su Bandcamp Daltronde, il primo disco di Aldo Vio e gli Algoritmi. Un disco di Jazz contemporaneo, composto da Aldo Vio e suonato da musicisti di prim’ordine.
Praticare l’approccio ai suoni, alla loro consistenza, alla loro trasmissione e ricezione in vesti acustiche e permeabili è la premessa fondamentale. Una seconda idea imprescindibile riguarda la necessità di non escludere alcunché. Ovvero non eleggere alcuna variabile stilistica a proprio manifesto, scudo, sarcofago. In terzo luogo si è posta l’attenzione sull’emblematico e spesso travisato bivio semantico che separa il percorso dell’approssimatiVità da quello (ora sì programmatico) della quasi gemellare aprossimatiCità. Quale abisso nello sviluppo cromosomico delle due opzioni! E quali devastanti conseguenze derivate dalla legittimazione ignara dell’equivoco tra i due termini. In vista di orizzonti liberi da detriti e contraffazione, gli Algoritmi assumono, promuovono e diffondono il pan-stilistico, post-sintattico, pre-socratico anelito all’unità.
Registrato in presa diretta presso la sala d’incisione L’ Amor Mio Non Muore (Forlì, Italia) da Roberto Villa e Alberto Bazzoli il 12-14 Novembre 2016. Mix, master e artwork di Mattia Biadene.
Il 2023 è un anno carico di sorprese, e RedFishBlues ha l’onore di distribuire digitalmente su Bandcamp e su YouTube la discografia dei Rimorchiatori, due dischi di brani originali ed uno dal vivo registrato a S. Francesco della vigna.
Il retro del CD
I Rimorchiatori sono una band Rock’n’roll veneziana, con ritmi swinganti e testi molto ironici di vita vissuta e anche di denuncia sociale, il tutto cantato in dialetto e in italiano.
Per conoscere meglio il primo disco, appena uscito, facciamo due chiacchiere con Bebo, contrabbassista e fondatore del gruppo.
Bebo
Rfb: Come ti è venuta in mente un’idea del genere?
Bebo: Sono sempre stato appassionato di musica rock’n’roll degli anni ‘50, e suonando il contrabbasso, mi sono molto esercitato sulla parte ritmica di questo stile con la tecnica dello slap. Per far ballare il pubblico è necessario dare un buon groove di base.
Con una band precedente, gli All Inside, già dal 2008 suonavamo rockabilly ma principalmente cover, da lì mi sono reso conto che volevo scrivere pezzi miei, originali, così nel 2015 ho iniziato a scrivere dei brani che avevo già in mente. Testo, musica, stacchi, arrangiamenti… Poi ho pensato ad un nome, e Rimorchiatori mi sembrava collegato alla città, e quindi mi è piaciuta subito l’idea.
RFB: E gli altri?
Jacopo, Mattia, Corrado e Bebo
Bebo: Poi ho pensato di chiamare altre persone che potessero essere interessate al progetto, ed ho chiesto a Jacopo che pur avendo una voce hard rock ha una vena soul che gli permette di cantare il rock’n’roll molto bene, la chitarra di Mattia che ha una forte impronta blues che ci ci sta bene, e infine Corrado che si trova a suo agio in vari generi, oltre al rock’n’roll suona molto jazz. Ognuno di loro ha apportato un contributo fondamentale alla riuscita dei brani e dei dischi, perciò abbiamo mescolato varie influenze con il rockabilly classico, quello americano, ma contaminato da vari generi.
RFB: Avete fatto un ottimo lavoro nella creazione dei brani, si sentono il lavoro e le influenze di ogni membro della band.
Bebo: Fare il primo disco è stato divertente, e siamo riusciti a farlo abbastanza velocemente, perché volevo avere un lavoro immediato da poter associare al nostro spirito. Diciamo che il gruppo è nato in tre mesi, c’è stato affiatamento e siamo riusciti nell’impresa. Oggi, però, se potessi rifarlo, lo farei diversamente. Infatti quando abbiamo registrato il secondo disco, abbiamo avuto più tempo e ci siamo potuti dedicare di più ai dettagli, con un risultato nettamente superiore.
Dal vivo a S. Francesco della vigna
RFB: Beh si, anche se nel secondo disco (che uscirà a breve) si sente un miglioramento, devo dire che anche questo ha un bel sound.
Bebo: La differenza sta anche nelle idee, il primo disco è più collegato alla città, ai temi più immediati, quotidiani, che mi hanno sempre stimolato. Nel secondo disco mi sono allargato a temi più nazionali, e problematiche che interessano le città in genere.
Ringrazio Bebo per questa chiacchierata, e vi invito ad ascoltare il disco dei Rimorchiatori, già disponibile su BandCamp.
Esce oggi su YouTube il primo videoclip della Banda da rio
Il videoclip
Tutto inizia con il casuale ritrovamento, tra gli archivi della RedFishBlues, di un cd-rom con la semplice scritta Bdr ed una scaletta di 9 brani. Facendo una veloce ricerca nella memoria, queste registrazioni risultano risalire all’anno 2003, un periodo in cui i membri dell’epoca (Emi, Bebo, Enrico e Alvise) dopo anni di intensa attività dal vivo per strada, decisero di registrare dei brani per farne una demo. All’epoca, essendo solo in quattro, decidemmo di registrare insieme i nostri strumenti per poi aggiungere quelli mancanti in un secondo momento. Cosa che non avvenne e le registrazioni e il Cd-rom caddero nell‘oblio.
Oggi, dopo 20 anni, felice di questo ritrovamento, ho deciso di completare le registrazioni con gli strumenti mancanti e di pubblicare il tutto su bandcamp e YouTube.
Il brano scelto per l’apertura è “La guerra di Piero” del sommo Fabrizio De Andrè, un brano contro la guerra. Guerra che, ancora oggi, si presenta sia alle nostre porte che in moltissime parti del mondo. Guerra che è semplicemente vista come una delle tante industrie, a discapito di chi è nato con il passaporto sbagliato.
La copertina, opera di Jacopo Campi
Per questo motivo, mentre si festeggiava un altro dei peggiori Carnevale di Venezia degli ultimi anni, decisi di chiedere a Jacopo Campi di disegnare una tavola che esprimesse questo disagio. Il risultato è questo, una copertina divisa in due parti: una superiore allegra e spensierata, e la parte inferiore buia e tetra.
Non resta che ascoltare il cd della Banda, quando uscirà su BandCamp, appena saranno finite le ultime registrazioni e gli ultimi dettagli.
Esce su Bandcamp l’ultima produzione Redfishblues: un concerto di musica classica indostana. Registrato dal vivo al ristorante Orient Experience a Cannaregio, Venezia, nel lontano 2017 in occasione di Samvad – Dialoghi, una bellissima rassegna di cultura indiana con esibizioni di danza, concerti, workshop ed ospiti internazionali organizzata dall’Ass. Culturale Gamaka.
Il duo è composto da Hriday Desai e da Fabio Lazzarin.
Hriday suona un strumento da lui costruito, un ibrido tra sarod e chitarra acustica
Hriday Desai è un musicista e professore di musica, una figura molto importante nella musica classica Indostana, ha viaggiato innumerevoli volte tra Europa ed Asia come Ambasciatore Culturale per conto del Ministero degli Affari Esteri, e fin da bambino, con la sua famiglia di artisti, si esibisce su All India Radio e Doordarshan, due emittenti nazionali indiane.
Fabio Lazzarin e le tabla
Fabio è un musicista con una lunga e prolifica carriera alle spalle, inizia lo studio delle tabla nel 1984 con il maestro Sanka Chatterjee, e nel corso degli anni dimostra di essere un artista eclettico esibendosi in concerti in Italia e all’estero con diversi artisti tra cui Aldo Tagliapietra delle Orme. Si dedica alla radio e alla televisione, partecipa alla Biennale Danza con Carolyn Carlson, oltre a scrivere musica per teatro e per colonne sonore.
I Raga in scaletta sono tre:
RAAG BADESHWARI: Un raga molto popolare da suonare a notte profonda, l’ideale per descrivere l’emozione di una donna in attesa del ritorno del suo amante.
RAAG MISHRA KAMAJ: Mishra significa “mescolato” o “improvvisato”. Quando l’artista decide di prendere libertà artistiche e variare il raga, può prendere, per sostituire le note esistenti, alcune o tutte le note non comprese normalmente nella scala, da cui il nome “mescolato”. Kamaj è un raga della notte.
RAAG SAMPURNA BHAIRAVI: Il Bhairavi viene spesso chiamato il re dei raga della mattina. Produce un’atmosfera ricca di devozione particolarmente indicato per il genere Bhajan (musica devozionale), e le leggere forme classiche del Thumri (un altro genere di musica indiana). Tradizionalmente il Bhairavi viene usato come brano di chiusura nelle occasioni formali.
Oggi giorno di elezioni in molte regioni d’Italia! Anche Venezia deve scegliere tra il sindaco uscente e le nuove proposte. La nostra sensazione è che chiunque vinca le elezioni e decida di continuare a mantenere Venezia in modalità usa e getta e con una mentalità da allevamento intensivo, ci porterà verso un destino pessimo, e sappiamo benissimo già in partenza quale sarà: turismo caotico e di massa, speculazioni finanziarie e numero di residenti in crollo verticale.
La speranza di sbagliare questa previsione è molto sottile ma c’è.
Bruza in veneziano significa brucia. Un fuoco nemico che brucia ciò che è prezioso e magico, senza sconti e senza ritegno, brucia il numero di residenti, brucia il numero dei bambini che gioca in campo, bruciano gli appartamenti della regione sfitti ed abbandonati, gli edifici pubblici trasformati in hotel, brucia l’anima di una città. Una città in mano al denaro in balia di poteri e corporazioni che non tengono conto della sua delicatezza e fragilità.
BIO Dreghe:
Il cantante Dreghe, si forma come MC reggae nella scena fiorentina con il Maggioreggae a partire dal 2012 e si fa conoscere anche all’estero, grazie al trasferimento in Germania che lo ha portato a confrontarsi con un pubblico internazionale. In questo suo percorso ha l’onore di aprire il concerto a grandi artisti come Mellow Mood, Brother Culture, Jahcoustix, Jah Screechy, Skarra Mucci e di presentarsi anche nelle yard di grandi festival come il Rototom Sunsplash e l’Overjam. Nel 2016 presso il Phatfish Studio di Berlino registra MANO A MANO, il suo primo EP, composto da 5 tracce esclusivamente su produzioni originali, disponibile su Soundcloud.
DreGhe in un momento live
A Venezia, la sua città natale, inizia una collaborazione musicale con Gigi Rasta, poliedrico strumentista dell’isola, Lou String, chitarrista appassionato di musica e Luca Bortoluzzi, batterista professionista nel settore. Grazie a questo incontro di storie musicali, prendono vita Dreghe & I Fioi e nuovi arrangiamenti di vecchi pezzi di Dre, nonché inediti arricchiti dalla potenza dello strumentale. Iniziano a farsi conoscere, diffondendo le loro buone vibrazioni e i loro messaggi socialmente impegnati, e riscuotendo un discreto seguito dal pubblico veneziano. Una delle prime uscite di Dreghe del 2013, Venessian Fora Casa, nella nuova versione ska, diventa la loro hit. Nel giro di pochi anni, Dreghe & I Fioi si ritrovano a calcare alcuni dei più importanti palchi della scena veneziana, dal centro sociale Morion alla data estiva a Forte Marghera. Inoltre sono ospiti speciali ai festeggiamenti per il compleanno del re del reggae veneziano Sir Oliver Skardy presso il bar la Vecia Papussa, che già li aveva invitati in concerto. Con il tempo la formazione si trasforma, arricchendosi di nuovi elementi giovani e talentuosi come Jaco alla batteria, Edo alle tastiere e Anto al saxofono, per dare vita a un nuovo CD, quasi interamente in dialetto veneziano, dove si narra la realtà veneziana con senso critico/costruttivo, nonché amore. Questa nuova produzione è promossa dall’etichetta indipendente Redfishblues Records di Emiliano Alberti , che colpito dalla carica di questa nuova ondata reggae veneziana, ha deciso di supportare il progetto. Dreghe & I Fioi, al momento impegnati alla creazione del loro primo CD di inediti.
In occasione dell’uscita del nuovo singolo dei Freve da Samba, ecco a voi una intervista di approfondimento a Daniele Galletta ricca di aneddoti e curiosità. Al seguente link si può scaricare l’mp3, l’immagine di copertina, il testo e i credits: bit.ly/2CkGuvm
RFB:I Freve da Samba sono tra gli ormai pochissimi gruppi che propone testi in veneziano. Raccontaci un po’ di più. DANIELE: Il progetto Freve da Samba fonde, principalmente, la cultura musicale brasiliana a quella veneziana. Non è un progetto nato per caso, bensì è il risultato di un lungo e continuo lavoro di ricerca, studio ed approfondimento. Il repertorio è composto da brani originali ma il nuovo singolo è un riarrangiamento nel nostro stile di una canzone tradizionale veneziana.
Il singolo
RFB: Perché la scelta questa volta è ricaduta proprio su questa canzone? DANIELE: Scelta dettata dall’amore che abbiamo per la nostra città. Dopo 15 anni di attività ci sembrava doveroso dedicarle un pensiero. È un omaggio a Venezia ed al lavoro del pescatore che purtroppo sta scomparendo velocemente.
RFB:Come siete venuti a conoscenza del brano? DANIELE: Ho conosciuto questa canzone molti anni fa, grazie a Stefano Scutari.
Scutari è un musicista veneziano che ha svolto una grande operazione di ricerca sulla canzone lagunare. Nel 2000 ha registrato quattro cd antologici dal titolo “Storia della canzone veneziana dal 1400 ai giorni nostri”. Un documento storico a tutela del patrimonio culturale veneziano, prodotto con la Regione del Veneto e Ateneo Veneto. Questo progetto mi ha conquistato ed è cominciata una collaborazione con lui. Insieme abbiamo registrato due album di canzoni veneziane: “Navigar in Laguna – ballate e barcarole” e “Note in Canal”, entrambi nel 2005. Inoltre abbiamo fatto numerosi concerti, presentando questo repertorio tradizionale anche all’estero. Fra le tante canzoni veneziane popolari “I anguelanti” toccò qualche corda particolare e ciò mi spinse a proporla anche al gruppo Freve da Samba per inserirla nel repertorio. La nostra idea è quella di rendere attuale qualcosa di antico per farlo conoscere alle nuove generazioni.
RFB:Data la tua profonda conoscenza sulla canzone legata alla tradizione veneziana, puoi svelarci qualche curiosità in più a proposito di questa composizione? DANIELE: “I anguelanti” è un canto di lavoro legato alla pesca e fa parte di una serie di canti che si tramandavano oralmente nel territorio lagunare . Attualmente conosciuto come “Tiorte i remi e voga”, il brano è stato riscoperto grazie al lavoro di ricerca fatto a Venezia e dintorni da un gruppo di amici musicisti che, negli anni ’60, hanno raccolto su nastro le vecchie melodie che gli anziani ancora ricordavano. Di questo gruppo facevano parte Luisa Ronchini e Gualtiero Bertelli, fondatori del “Canzoniere Popolare Veneto”. I primi appunti sulla melodia di questo canto sono stati raccolti a Chioggia da Mario Isnenghi e Gualtiero Bertelli e la prima registrazione si trova sul disco “Addio Venezia Addio” (1968) col nome “Canto di pesca”.
Daniele Galletta, cantautore veneziano e fondatore del gruppo Freve da Samba, ha pubblicato un video sul proprio canale Youtube con una sua nuova, piacevolissima composizione inedita: Se Tanta. Il testo è una poesia che Sara Versolato ha dedicato al proprio padre, e che Daniele ha musicato.
DANIELE: Innanzitutto un saluto agli amici che ci leggono e un ringraziamento alla RFB per questo spazio.
RFB: Come mai hai scelto questa poesia? Cosa ti ha colpito di più? DANIELE: Non sono io che ho scelto questa poesia ma è questa poesia che ha scelto me. La forza e la profondità del messaggio sono state seduttive. Mi hanno colpito: l’amore incondizionato che emerge fra le parole del testo, l’intimità genitore/figlio che rende immensa la Creazione e che ha ispirato questa poesia e la semplicità con cui Sara è riuscita a descrivere tale intimità. Solo persone speciali riescono a rendere semplici argomenti così sottili.
Padre e figlia
Proprio questa semplicità descrittiva fa sì che chiunque, interprete o ascoltatore che sia, possa adottare questa poesia e farla propria. L’effetto che sento mentre canto queste parole è paragonabile ad un viaggio in una dimensione superiore, che nessuno conosce ma che tutti noi, nel profondo, percepiamo.
RFB: Non è la prima volta che decidi di aggiungere la tua musica alle parole di Sara: come è nata questa collaborazione? DANIELE: Prima di tutto è nata un’amicizia animica, dopodiché abbiamo cominciato a suonare insieme e solo in seguito ho scoperto il suo talento nel descrivere, sotto forma di testo, pensieri, emozioni, situazioni di vita quotidiana ecc… Un giorno, mentre stavamo facendo le prove dello spettacolo “Gente de mar” dei Freve da Samba, mi ha fatto leggere un testo che aveva scritto, dedicato ad un suo amico. Mi è subito piaciuto e le ho chiesto se le avrebbe fatto piacere che io lo musicassi. Lei ha acconsentito felicemente e così, dopo un po’ di tempo, è nata Baian nostran; la nostra prima “figlia”.
Da lì a poco è cominciata questa collaborazione compositiva che ha dato alla luce varie canzoni, tra le quali, appunto, Se tanta. Devo dire che adoro il suo modo di scrivere!
RFB: È difficile trovare una melodia, un giro armonico, partendo da una poesia? O con i suoi testi ti trovi meglio? DANIELE: Non si tratta di difficoltà ma di ispirazione, intuizione e cuore. Seguire sempre ciò che il cuore detta. Non esistono regole o tecniche particolari per creare musica. Ogni compositore ha un suo proprio metodo o, addirittura, più metodi per comporre. Questo vale tanto per la parte musicale quanto per quella letteraria. Per quanto mi riguarda dipende dal momento, dal testo, dall’estro, dallo stato d’animo e da altri fattori. A volte riesco a comporre una musica senza tante difficoltà e in breve tempo, altre volte possono passare anche anni prima di finire una canzone. Bisogna lasciarsi “corteggiare” dall’intuizione musicale e non sempre è lì che ci chiama e aspetta. Possono passare anni senza scrivere nulla e poi in un mese fioriscono tante idee. Ripeto, non ci sono regole fisse! È per questo che mi piace. Il processo creativo sopra i testi di Sara, di solito, mi viene abbastanza fluido e in tempi non troppo lunghi, con alcune rare eccezioni. Leggo la poesia, nasce l’idea, che fisso registrandola e poi la elaboro, cercando di lasciar esprimere al massimo il cuore. Nel caso di Se tanta l’idea di base è nata nel dicembre 2017, poi è rimasta ferma lì fino ad aprile 2020, quando, finalmente, l’ho ripresa, perfezionata e conclusa. Questa è stata una di quelle rare eccezioni a cui accennavo prima.
DANIELE: Mi piacerebbe sentire anche altri musicisti creare qualcosa di personale con i testi di Sara e, anzi, colgo l’occasione per invitarli a farlo; perché secondo me ne vale davvero la pena. Aggiungo, inoltre, che lei è talentosa anche nel comporre musica, vedi Do acordi, El sistema, La vision del Leon e altre sue canzoni, che si possono ascoltare e acquistare in tutti i principali negozi digitali in rete.
Inizia una nuova avventura, la registrazione di un disco di Capoeira con il maestro Vanderlei Da Silva, monitor della Scuola di Capoeira Topazio di Venezia.
Criolo Bamba è il titolo del primo disco di Vanderlei, uno dei percussionisti e cantanti del gruppo Topazio in Brasile, prima di arrivare in Italia e stabilirsi alla scuola di Venezia.
Iniziamo il 2018 con un nuovo video del Duo Colossi – Versolato, una reinterpretazione di un brano di Gilberto Gil, arrangiato da Diogo Colossi e registrato nei nostri studi.
“Oju Obà” è il nome di uno dei Blocos Afro di Bahia che ogni anno animano il Carnevale rappresentando la cultura afro-discendente. In occasione del Carnevale 2018 a causa dei mancati finanziamenti da parte dello Stato è stato organizzato un crowdfunding per poter mantenere viva la tradizione di un evento di tale importanza.
“Vou seguir sua luz, sua forza conduz”
(Seguirò la sua luce, è la sua forza ciò che conduce)
La parte audio è stata registrata in home studio, come di consuetudine, e successivamennte edita, aggiungendo a voce, chitarra e rebolo la presenza dei caxixi, che richiamano spiriti e movimenti del mare.
Il video è stato girato al Lido di Venezia in di una limpida mattinata d’inverno. Fra onde, scogli, la schiuma del mare e la sabbia, ci siamo immersi in questo splendido scenario, quasi irreale. L’acqua mai quieta fa sobbalzare lo spettatore e lo rende impotente in mezzo ai flutti, come una zattera in mezzo al mare.